Le “Contaminazioni” di Osvaldo Lo Iacono alla corte di Sua Maestà il Blues

Hanno scelto Gela per il loro ritorno Live con questa formazione, dopo una sosta di quasi sei mesi, regalando ai tanti spettatori attenti un concerto di elevatissima qualità musicale. L’Osvaldo Lo Iacono Trio ha portato sul palco del Tropico Med la musica “contaminata” del chitarrista agrigentino, accompagnato da Gaspare Costa alla batteria e Gabriel Guarneri al basso.

Un sound esplosivo sin dalle prime note, che spazia dal Blues al rock, con qualche spruzzata di jazz e di psichedelia anni 70. Sono questi gli ingredienti che hanno condito il concerto con una decina di brani che riprendono le sonorità di mostri sacri come Hendrix o Clapton e le riassemblano con l’originalità, la freschezza e la modernità degli arrangiamenti.

Parola d’ordine “contaminare”, quasi un mantra nella carriera di Lo Iacono, chitarrista eclettico, ex Tinturia e oggi tra i più apprezzati strumentisti nazionali.

Si parte subito forte con “Junky”, un blues strumentale infarcito di influenze jazz i cui suoni bassi fanno vibrare i presenti, mentre la chitarra di lo Iacono continua a macinare incessantemente note su note.

L’atmosfera si scalda ancor di più con “7 giorni su 8”, una vera e propria deflagrazione di suoni, dove sua maestà il blues fa posto ai fraseggi in “overdrive” tipici del rock americano.

Ma c’è spazio anche per momenti più intimi con “ballad” come “In un attimo” o “padre e figlia” un’ intensa e delicata performance, eseguita con trasporto ed emozione che disegna sulle corde della Telecaster un dialogo generazionale tra genitore e figlio.

In un concerto dal ritmo elevatissimo, che regala anche un preziosissimo cameo “Solo Bass” del bassista Gabriel Guarneri, Lo Iacono apre anche alcune finestre sulle sue personalissime “memories” musicali con qualche tributo ai grandi del passato.

C’è “Bye”, pezzo che rievoca le sonorità slide della Lap Steel Guitar di “Sleepwalk” del duo newyorchese Santo & Johnny e poi “BobBlues”, un blues d’annata dedicato al sassofonista Bob Berg, scomparso in un incidente stradale nel dicembre 2002.

E poi il culmine del tributo con “W il Re”, l’omaggio all’icona Jimi Hendrix, fonte di ispirazione per milioni di chitarristi nel mondo e il primo al mondo in grado di far “cantare” le sei corde della sua Stratocaster.

Il concerto si avvia alla chiusura con “Joy”, altro blues firmato Lo Iacono e con una pietra miliare del Funk, “Cissy Strut” dei The Meters.

Entrambi i pezzi sono stati arricchiti dai “soli” della special guest Simona Malandrino, regina delle sei corde Made in Gela, che ha regalato un tocco di sano rock in più ad un concerto di gran livello, capace di donare grandi emozioni.