L’essenza della Musica: genio, passione e talento. In memoria di Nannino Digeronimo

La vita di un musicista si lega a doppio filo alle tracce che egli lascia in chi ha amato la sua musica, con i luoghi che lo hanno visto crescere ed esprimere il suo talento e con i ricordi e le emozioni che riesce a suscitare il suo ricordo. Nannino Digeronimo, anche oggi, a 48 anni dalla sua tragica scomparsa, è un grande artista, un musicista di talento che ha tracciato un solco profondo nel cuore di chi ama davvero la musica.

Il Maestro Digeronimo non era “semplicemente” un musicista, era un genio eclettico come pochi, in grado di precorrere i tempi. Uno a cui piaceva sperimentare, ricercare sonorità nuove. Fu lui a portare a Gela le prime sonorità dixie con la sua inseparabile chitarra jazz, importata dagli States e praticamente sconosciuta in Europa. Fu lui il primo a portare sul palco la famosa “Lap Steel Guitar”, più comunemente nota come chitarra Hawaiana, con la quale ripropose live le emozioni dei pezzi di Santo&Johnny, che i gelesi erano abituati a sentire solo per radio.

Digeronimo, nel ricordo di quanti lo hanno conosciuto ed apprezzato, rievoca immagini di una Gela che la nostra generazione ha potuto solo immaginare attraverso i racconti sognanti dei nostri nonni.  Ricordi che sanno di mare e di estate, del Lido La Conchiglia punto di ritrovo della gioventù dei tempi. Ricordi da cartolina, come quella che immortala il maestro Digeronimo nel 1937, mentre con il padre Diego ed il fratello Nello suona durante la serata danzante in onore di Mussolini.

Le prodezze musicali di Nannino Digeronimo che hanno segnato la storia della musica Live gelese non sono solo il simbolo di un’era. La sua passione per la musica è arrivata fino alla nostra generazione, ai figli degli anni 70. Sono per me un ricordo indelebile gli anni 90, quando noi ragazzini che sognavano di diventare grandi musicisti ci incontravamo il quel piccolo negozietto di via Marconi che per noi rappresentava un piccolo tempio della musica. Quanti pomeriggi passati a provare le chitarre, scegliere le corde giuste o semplicemente sfogliare i vinili, sentirne l’odore per poi comprare l’ultima novità. Dietro il bancone di quel negozio, prima la moglie Maria e poi la figlia Marisa, ci guardavano con un sorriso bonario, mentre incuriositi facevamo l’ennesima domanda su quella strana chitarra Hawaiana sempre esposta in vetrina, e magari ci raccontavano di quando Nannino suonava di come faceva impazzire il pubblico con le sue acrobazie con la chitarra che suonava con i piedi e da dietro le spalle o di come riusciva a far musica anche con 7 bicchieri colmi d’acqua in quantità diverse per ricreare le 7 note musicali.

Per farla breve Nannino Digeronimo ha rappresentato per almeno tre generazioni la Musica. Quella musica che risuona quotidianamente in ogni parte di noi, che ci regala sensazioni ed emozioni anche quando l’ultima nota smette di vibrare. Anche il silenzio che ha accompagnato questi lunghi 46 anni prima che Gela  onorasse ancora questo suo figlio non è stato vuoto, né assenza. È stato piuttosto,per dirla in musica, una pausa, un segno sullo spartito che è preparatorio all’inizio di una nuova sinfonia.

Il filosofo zen Thich Nhat Hanh diceva: “Noi nasciamo ogni giorno in molte persone. In qualche modo, tutte le persone con le quali veniamo in contatto ci portano dentro di noi. L’incontro è fugace, può durare davvero un battito di ciglia, ma la presenza che rimane in noi non termina, ma continua, rimane”.

E il Maestro Digeronimo continua a vivere in tutti quelli che lo hanno conosciuto e apprezzato. In chi ha imparato da lui ad amare la musica, in chi lo ha ascoltato o è entrato, anche per un solo momento in contatto con il suo modo di vivere la Musica, con tutta la sua bellezza e con quell’emozione infinita di qualcosa che sopravvive oltre ogni tempo.