Whitney: la stella caduta

Whitney Houston performing at Radio City Music Hall in New York on July 20, 1993. (Photo by Ebet Roberts/Redferns)

Pare che una data fortunata sia il 9 agosto, giorno in cui, nel 1963,a Newark nasce Elisabeth Whitney Houston. La madre, cantante gospel, era una donna conosciuta nel mondo musicale e con il suo coro aveva accompagnato personaggi del calibro di Elvis; Whitney era anche nipote della famosa Aritha Franklin. Nella sua piccola culla  non sapeva ancora che sarebbe diventata una delle prime donne afroamericane così famosa da entrare nel mercato discografico americano e  che, nel 2009, sarebbe entrata nel Guinness World Records come la donna più premiata di tutti i tempi. È l’unica donna a aver avuto due hit numero uno alla Billboard 200, nonché l’unica a ricevere per sette volte consecutive la numero uno della Billboard Hot 100.  Viene universalmente riconosciuta come una delle più iconiche, popolari e talentuose voci di tutti i tempi,spesso chiamata semplicemente “The Voice”. Duecento milioni di dischi venduti in tutti il mondo la  renderanno  una delle artiste con più copie vendute al mondo: una delle donne più famose, influenti e conosciute nel mondo per la sua musica che è stata l’unica a non cogliere mai davvero quanto valesse. Nell’85 debutta in un mondo musicale ostile alle donne afroamericane, giovane e ricca di talento, novella promessa del mercato discografico. Ma la Houston non è stata solo una cantante: pensandola, la mente vola al suo primo lavoro cinematografico, a quella pellicola che l’ha resa immortale: The Bodyguard, anno 1992, diviene un successo planetario con il singolo I Will Always Love You. La canzone vince un Grammy e diventa il singolo più venduto nella storia per un’artista femminile. Nonostante la sua naturale attitudine per il soul e per il gospel, Whitney, nel corso della sua carriera, ha sperimentato con successo diversi generi musicali, tra cui rhythm and blues, pop, dance, country, urban, funk, hip hop e ha influenzato generazioni di cantanti più giovani, che hanno tratto da lei ispirazione. Ma il successo planetario non è l’unica cosa che, in quel 1992, le cambia la vita. È proprio quello l’anno in cui indossa l’abito bianco e sposa Bobby Brown, cantante R’n’B e padre della sua unica figlia, Bobbi Kristina. La loro storia nasce sotto una cattiva stella sin dal primo momento, poiché tutta la famiglia della Houston è fortemente contraria al loro amore: Brown ha una brutta fama, alimentata da quei tre figli avuti da tre donne diverse e i suoi precedenti giudiziari. Lottando contro tutto e tutti, il loro matrimonio dura fino al 2007

Solo alcuni numeri per capire chi fosse Whitney:

E’la donna più premiata nella storia della musica con un totale di circa 415 premi, tra cui 6 Grammy Awards, 2 Emmy Awards, 31 Billboard Music Awards, 22 American Music Awards;

L’album The Bodyguard:  con oltre 45 milioni di copie vendute, risulta essere la colonna sonora di maggior successo di tutti i tempi e il quarto album più venduto della storia, avendo ricevuto 17 dischi di platino nei soli Stati Uniti;

Il singolo I Will Always Love You è uno dei singoli di maggior successo nella storia della musica ed è la hit numero uno più longeva di sempre mai cantata da una solista femminile (14 settimane consecutive alla numero uno)

Il suo album The Preacher’s con circa 6 milioni di copie vendute è l’album gospel di maggior successo della storia, essendo rimasto alla numero uno della Billboard Top Gospel Albums Chart per ben ventisei settimane;

È l’unica artista femminile ad aver vinto ben 8 American Music Awards in un anno solo ed è la prima artista femminile ad aver vinto 5 World Music Awards in una sola edizione del premio, record condiviso con Lady Gaga;

È l’artista femminile ad aver firmato (nel 2001) il contratto discografico più costoso della storia, ossia di 100 milioni di dollari;

A fine anni novanta ci fu un cambiamento nel suo modo di comportarsi. Emerge il ritratto di una donna rinchiusa in un rapporto deteriorato e deteriorante che marcisce tra le mura di casa, al buio, lontano dalle luci della ribalta dove si mostra sempre in splendida forma. La cocaina e la marijuana si insinuano in un rapporto che si è sgretolato, cercando di riempire il vuoto di un amore che non c’è più. C’è un marito che porta le amanti a cena con i soldi della moglie, più famosa di lui, e che cerca di far credere alla donna più famosa del momento di essere una nullità. È l’11 febbraio del 2012 quando viene trovata morta in una camera di albergo, annegata nella vasca da bagno dice l’autopsia. Eppure, nel corpo ci sono così tante sostanze, tra droghe e medicine, che fanno sembrare quell’annegamento non così tanto casuale. Quella donna che nonostante tutto, con la voce rotta e la fatica di chi lotta da tutta la vita, cantava «ti amerò per sempre» ad un uomo che, forse, non l’ha mai amata come avrebbe meritato.