“Nel mondo di Chant”, il raffinato Nu Soul della cantautrice catanese che arriva dritto al cuore

Fino a qualche anno fa, per chiunque bazzicasse gli ambienti musicali underground esisteva la netta convinzione che la nascita e il diffondersi nei club dell’alternative R&B rappresentasse una sorta di rinascimento dell’intero genere musicale che aveva tra le sue icone Paula Abdul, l’intera famiglia Jackson o la regina Aretha Franklin.

Una sorta di liberazione da un medioevo stretto  tra  il mezzo pop soul di Whitney Houston e le banalità dal forte appeal commerciale alla Mariah Carey.

Senza scomodare i giganti del R&B tradizionale, l’alternative R&B e con esso il più diffuso Nu Soul hanno piuttosto tentato di togliere i glitter e i lustrini alla struttura dei brani della generazione dei primi anni 90,  rendendoli essenziali, quasi acustici ma con un groove deciso e presente.

Tra gli artisti emergenti che hanno provato a cimentarsi in questa nuova dimensione c’è una ragazza nata a Parma ma che da tempo risiede a Catania.

Il suo nome d’arte è esotico, Chant Faye, e la sua passione per la musica la accompagna sin dalla tenera età.

Chant comincia presto a cantare e dopo aver collaborato alla colonna sonora del cartone animato americano “Think and Learn Big” insieme al rapper di Chicago Geo Johnson e alla traccia EDM, “Burn It” per la chart Talent Pool di Spinnin Records, nel 2015 incide il suo primo singolo “White Room”.

Il testo e la linea melodica sono creature della stessa Chantal, rivestite dal prezioso arrangiamento di Claudio Quartarone.

Il risultato è un pezzo che, anche  grazie alla complessità e alla profondità dei testi, esalta al meglio le qualità vocali dell’interprete. Una voce che non ha un singolo colore ma che in tutto l’arco del pezzo si espande quasi naturalmente su una tavolozza sonora  infinita, alla ricerca di una forma ancora più morbida e accessibile.

“White Room” è un trip-hop decostruito, che gioca col chiaro/scuro delle atmosfere. Un brano che profuma di R&B anni 90, con un sensuale stop & go nel ritornello che crea un ponte immaginario con le atmosfere del passato.

Tra i nuovi lavori di Chant Faye ci sono  invece “Eyes Chains”,  “Dreamy Eyes” e “Blue”, tre unplugged con  Christian Torre alla chitarra.

In “Eyes Chains” la Faye gioca con la voce in una sorta di Jam dal sapore notturno ed estivo, mentre sia in “Dreamy Eyes”  che in “Blue” viene fuori l’anima più intima di Chant, quella capace di sbatterti  davanti le tematiche dalle quali vuoi fuggire, perché sono scomode o semplicemente perché non hai la forza per affrontarle.

Nelle due ballad viene fuori una voce suadente, emozionale e toccante, che mette in risalto la passione e la disperata richiesta di almeno un parvenza di serenità che le consenta di fuggire da una realtà che potrebbe far male.

Un buon lavoro nel complesso che, se proprio non si può definire innovativo, mette in luce un potenziale enorme per una cantautrice così giovane, con ampi spazi di crescita e maturazione.

Una cantante da seguire con attenzione nei prossimi mesi perché potrebbe riservare molte piacevoli sorprese per gli amanti del genere.