Pensieri e lacrime d’attesa prima di un ultimo addio.

Molto probabilmente sarà dura, ma nel giro di qualche ora accadrà: i Linkin Park (o almeno, quel che resta ormai di loro) e altri grandissimi amici musicisti daranno il loro ultimo saluto a Chester Bennington. Titolo dell’evento è ““Linkin Pank & Friends Celebrate Life in Honor of Chester Bennington“. Un vuoto incolmabile è rimasto negli ultimi tre mesi, e non solo per i fan. I ricavati del concerto andranno nella nuova campagna “One More Light” della fondazione Music For Relief creata dagli stessi Linkin Park nel 2004. La nuova campagna, istituita dopo la scomparsa di Chester, si occuperà del supporto per quegli individui affetti da depressioni e altri disturbi clinici.

Per qualche motivo penso che sarà il secondo concerto che nel 2017 ha avuto più impatto dopo il One Love Manchester organizzato da Ariana Grande. Se quest’ultimo ha insegnato l’importanza dell’amore e del coraggio anche dinanzi a mali come il terrorismo, beh, credo che l’omaggio a Chester avrà un messaggio più implicito, ma qualunque esso sia, lo afferreremo.

Confermati per l’occasione i Blink-182, Jonathan Davis dei Korn, Daron Malakian dei System Of A Down, Avenged Sevenfold, Yellowcard, Bring Me The Horizon e Machine Gun Kelly. E io mi chiedo se tutte queste voci, se tutti questi strumenti, potranno mai rendere giustizia alle grida di Chester quando nelle sue canzoni urlava all’universo di ascoltarlo. E al tempo stesso Chris Cornell mi torna in mente, lui che di Chester era un grandissimo amico e che solo due mesi l’aveva preceduto nel tragico modo in cui ha deciso di farla finita. Mi chiedo perché per una voce come quella di Chris, che da più tempo aveva lasciato un impronta nella musica, che aveva ispirato i musicisti odierni, non sia stato organizzato nulla di simile. Ma al tempo stesso che importa? Non sono stati i primi, né saranno gli ultimi ad essere andati via, per cui si va semplicemente avanti.

Penso al valore dell’empatia, già che rimangono solo incognite nelle equazioni della musica e della vita. Molte volte travisiamo l’orgoglio con la vigliaccheria, così crediamo di sapere cosa passi per la testa delle altre persone. Ma non è così, possiamo solo dedurre e tirare a indovinare. Non ci poniamo domande, non quelle giuste, eppure spesso crediamo di avere già le risposte. Penso ancora all’empatia e penso agli sbagli. E penso che ad un certo punto sia meglio prevenire che curare. Meglio prevenire che scappare, o lasciare che qualcuno la faccia finita.