We don’t seek death, we seek destruction. – Non cerchiamo morte, cerchiamo distruzione.

Continuiamo con la rubrica che chiamerò “freaks” dal mio precedente articolo halloweeniano su Michael Jackson.

Sto per parlarvi di un coglione, uno scorbutico, stronzo, depresso, paranoico, negativo e fatalista da cui, però, mi sento inspiegabilmente attratta: Marilyn Manson. In particolar modo parlerò di due suoi album e di un progetto in cantiere da molto tempo. Ritenuto l’anticristo, lui stesso gioca su questa connotazione, basti citare l’album d’esordio Antichrist Superstar. Dotato di un gusto davvero raccapricciante, nella musica e nell’aspetto quasi quasi inscena al tempo stesso il demone, la vittima impaurita e l’esorcista. Ma probabilmente non inscena nemmeno queste tre cose, probabilmente ha solo costruito un personaggio su stesso così come hanno fatto Lady Gaga e tanti altri. Brian Warner (questo il suo vero nome) sarà anche  un coglione che si concia da pagliaccio per provocare la gente e le istituzioni, ma è anche un timido benefattore. E poi dai, lui è lo stesso a cui è morto il gatto e si è fatto tatuare l’iniziale sulla mano. In fondo è puccioso.

Cosa lega gli album Eat Me, Drink Me e The High End Of Low?  Sono forse i primi due lavori che hanno raccontato “il vero Marilyn Manson”, quello che forse piace meno agli affezionati all’anticristo. A me non è mai dispiaciuta la sua musica, ma è stato proprio con questi due album che ho incominciato a capirlo e a quasi riflettermi nel suo stile. Quando la realtà circostante non fa per te, impari a praticare l’arte dell’essere strani, eccentrici e fuori dagli schemi, ma allo stesso tempo vorresti solo essere trattato come un essere umano.

 

Pubblicati rispettivamente nel 2007 e nel 2009, riassumono due capitoli consecutivi della stessa storia. La prima parte è l’ascesi che comincia con la fine di una lunghissima relazione e l’inizio di una completamente nuova; una morte che genera una nuova rinascita, un nuovo inizio. Una nuova scoperta della forza insita nell’amore, un’avventura all’insegna dell’eccitazione in quel brivido che è il rischio. La seconda parte è l’esatto opposto: ricaduta, rimpianti, avvilimento, logoramento e desiderio di riscatto. I conflitti interiori e relazionali si sono resi irrimediabili, l’amore sembra aver perso ogni speranza e la rottura è inevitabile. Sopraggiunge il bisogno di vendicare il proprio spirito, di “punire” l’amata per il dolore causatogli, così come vi è una meditazione e una crisi sugli errori commessi. Già dal sound diverso e insolitamente morbido rispetto al suo tipico stile si percepisce il ribaltamento degli eventi. Sembra però che alcuni fan non abbiano capito il significato di The High End Of Low, mentre altri che l’hanno capito semplicemente non riescono ad apprezzarne lo stile. Quello che mi ha colpito è che, a discapito della sua immagine, stavolta trascende un personaggio più umanizzato, che come tutti combatte con i propri demoni ma risulta meno interessato nel provocare il mondo intero. Meno estremo e anti-convenzionale del solito. Noterete che anche nei videoclip non è circondato dalle solite fighette, mentre più difficilmente si assocerebbe il suo aspetto a quello del male fatto persona.

Mi uccido a piccole dosi, in ogni relazione non si tratta di amore. Soltanto un altro funerale, un’altra ragazza lasciata in lacrime. […] Ho dato la mia anima a qualcun altri, lei doveva aver sapere che era già stata venduta. Non si trattava di lei, si trattava del dolore.

Marilyn Manson, They Said Hell’s Not Hot

Solitamente, quando il succo è la musica, i dettagli della vita privata dell’artista sono superflui. Tuttavia, in questo caso è essenziale perché la sua discografia è piena di simbolismi riconducibili al suo passato e, nel caso di questi due album, alle sue relazioni sentimentali che hanno destato scalpore.  Eat Me, Drink Me è un percorso pieno di metafore e allegorie che parte da un periodo piuttosto duro per Manson che già stava affrontando problemi di depressione e dipendenza da alcool (assenzio), tanto da spingere l’allora moglie Dita Von Teese a chiedere il divorzio dopo sei anni di relazione e un anno di matrimonio. Tuttavia, poco prima nella vita di Brian era già apparsa l’attrice Evan Rachel Wood che all’epoca aveva solo 19 anni, mentre lui ne aveva quasi il doppio. Di lì a breve sarebbe diventata la sua nuova musa ispiratrice, malgrado le malelingue la etichettassero come “puttana rovina-famiglie”.

Marilyn Manson e l’ex moglie Dita Von Teese
“Avevo incontrato qualcuno che prometteva liberta d’espressione e nessun giudizio” Evan Rachel Wood su Marilyn Manson

 

 

Ma i due amanti hanno deciso di rispondere alle indiscrezioni alla classica maniera di Manson: con estremo auto-sarcasmo. Ispirati dalla lettura di Lolita di Vladimir Nabokov, hanno comparato la loro storia anti-convenzionale al rapporto illegale tra la quattordicenne e Humbert, il suo patrigno di mezz’età. Nel video di Heart-Shaped Glasses Evan riveste i panni di Lolita e indossa degli occhiali a forma di cuore, un riferimento alla locandina del film di Kubrik. Scene di sesso si alternano ai due che corrono in macchina a velocità elevata prima di gettarsi da un dirupo dicendosi “Insieme come uno solo, contro tutti gli altri.” Tenete a mente quest’ultima frase. L’orologio della macchina segna le 6.19, orario in cui Humbert e Lolita hanno il loro primo rapporto sessuale.

Quest’ora è citata anche nella canzone If I was your vampire e in un artwork dell’album. C’è chi sostiene che l’orario sia lo stesso in cui ricevette la chiamata che gli comunico che il suo matrimonio Dita Von Teese era ormai finito. Quello che è certo, è che Manson ha dichiarato che un’amica gli chiese di ucciderla e l’episodio lo scosse così tanto da uscire dal tunnel della depressione. Non è ancora chiara se questa figura fosse la sua ex moglie, Evan o qualcun altro. Ciò che ci è dato sapere è che l’intero album del resto è dedicato all’amata. Anche nell’artwork dell’album compaiono pupille a forma di cuore, stavolta negli occhi di Brian. Il logo dell’album è un cuore a spirale su degli occhiali da sole, lo stesso che Manson si tatuò sul polso dicendo che se di nuovo avrebbe cercato di tagliarsi le vene avrebbe dovuto spezzare un cuore. Un richiamo all’amore e possibilmente al film horror “Mad Love”. Anche Evan si fece tatuare un cuore sulla coscia, con al centro una saetta in omaggio a David Bowie.

 

“Someone should put hearts over her eyes”- ritratto in acquerello realizzato da Marilyn per Evan

 

Ma cosa significa Eat Me, Drink Me? “Mangiami, bevimi” può avere molteplici significati. Uno di questi è quello cristiano relativo all’eucarestia, l’altro è senz’ombra di dubbio il tema di Alice Nel Paese Delle Meraviglie. Da anni stava lavorando a Phantasmagoria: the visions of Lewis Carroll, una rivisitazione in chiave horror dalla prospettiva dell’autore del romanzo Lewis Carroll, che Manson stesso avrebbe interpretato oltre a dirigere il film. Carroll era solito fare amicizia con le bambine che fotografava nude, ma non è chiaro per gli studiosi se questo suo interesse fosse di natura innocente o morbosa. Il cast prevede la modella Lily Cole nel ruolo di Alice, Tilda Swanton ed Evan, ma il progetto non è mai andato in produzione finché nel 2014 un tweet di Manson ha riacceso la speranza. Nel trailer che circola su internet si vedono comunque scene piuttosto agghiaccianti. Altro riferimento all’opera di Carroll sono le canzoni Are you the rabbit e Putting Holes in Happiness.

Spegni le candeline su tutti i miei Frankenstein, almeno il mio desiderio di morte si realizzerà. Sai come il giorno di San Valentino e piangiamo, sei come un compleanno. Avrei dovuto  scattare una foto, sarebbe durata più di te. Facciamo dei buchi alla felicità, dipingiamo di nero il futuro se  proprio gli serve un colore.

Marilyn Manson, Putting Holes in Happinesss

Fermo immagine del trailer di Phantasmagoria – The visions of Lewis Carroll

Non durò per molto. Non molto tempo dopo la Wood lasciò Brian, che riaffogò nella depressione e The High End Of Low fu la risposta dopo che riuscì a riprendersi.

<<Ho attraversato un periodo difficile sotto Natale, durante il quale ho imparato la differenza tra amore e dipendenza, e la differenza tra debolezza e desiderio. E ha fatto una grande differenza nella mia vita. Così sono tornato indietro [nello studio] il 2 gennaio, e ho visto i miei unici amici, che a questo punto sono la band, e tutti mi hanno chiesto “Come va la vita?” e ho detto “Bè, sono al punto più alto del basso. Ed automaticamente ho saputo come si sarebbe chiamato il nuovo disco. Descrive veramente il disco, che parla a proposito della perdita della grazia e del tentativo di stare bene ed essere accettato come un mortale o una persona normale quando la gente non ti vede in quel modo. Parla anche del fatto di lasciar perdere quello che sei per dimostrare che ami qualcuno più di quanto ami te stesso. Quando arrivi a quel punto sei inamabile. E per me, a metà del disco, lo puoi sentire. È passato dalla disperazione alla rabbia, è come passare attraverso le fasi di distruzione e ricostruzione.>> Marilyn Manson in un’intervista per Spin.

Un album dal sound completamente insolito, decisamente più spontaneo e a tratti delicato. Nonostante gli elementi macabri i testi diventano più sdolcinati. Sembra quasi una raccolta di colonne sonore e infatti sono diversi i richiami alla cinematografia.

 <<Ingoierò tutto di te come se fosse una grande bottiglia di pillole. Tu sei quella che non dovrei mai prendere ma non riuscirò a dormire finché non ti divoro. […] Ti amerò se me lo lascerai fare, se non mi farai smettere. Sei un fiore che sta appassendo, riesco a sentire le tue spine nella mia mano.[…] Ti farò scoppiare il cuore in pezzi. […] Il dolore non ha vergogna di ripetersi.>>

– Marilyn Manson, Devour

  Un percorso di rimorsi e autodistruzione che si ripresenta nel brano Leave a Scar:

<<Sono consapevole di essere un pericolo per me stesso. Sei consapevole che sono un pericolo anche per gli altri? C’è una crepa nella mia anima che pensavi fosse un sorriso. Ciò che non ti uccide lascerà una ferita.>>

E ancora l’autocommiserazione continua in Four Rusted Horses:

<<Verranno tutti al mio funerale solo per accertarsi che resti morto.>>

Ma la vera novità eclatante, quella che nessuno si sarebbe mai aspettato da uno come Marilyn Manson è la ballata Running Through The Edge Of The World.  Un chiaro riferimento ad Evan, una sorta di lettere di scuse.  Qui viene nuovamente citata la frase “Insieme come uno solo, contro tutti gli altri.” Ma siccome il testo è bello per intero vi linko la traduzione.  Ad ogni modo, malgrado nel frattempo avesse avuto una breve relazione con una pornostar, sembra che quest’album in qualche modo riuscì a riconquistare Evan. Sembra anche che ci fu un progetto di matrimonio finché non si separarono nuovamente nel 2010. Per farla breve, dopo l’ennesima rottura lei allora si è sposata col suo ex Billie Elliot, hanno avuto un figlio e hanno divorziato non molto tempo dopo. Lui, invece, è stato per un paio di anni con una fotografa e quando gli chiedono delle sue ex continua a lamentarsi di attirare solo ragazze con problemi…. disse colui che ha le svastiche tatuate e una sedia per aborti in salotto. Ma chissà se alla fine le avrà rotto sul serio quegli occhiali a forma di cuore.

Ma d’altronde è anche questo che rende affascinante Marilyn Manson, le contraddizioni, scoprire che quando raschi la ruggine trovi un uomo timido dall’animo gentile, che sta al buio per non mettersi in una luce oscura. Un uomo che ama i gatti, che recentemente è stato segnato dalla morte della madre e si è dato al salutismo. Un uomo che è contro la violenza. Un uomo che nel tempo sembra mostrarsi sempre meno estremo e più spontaneo, più umano, malgrado a molti fan dispiaccia che questo cambiamento si rifletta anche nella sua musica. Un uomo che porta il nome di Brian Warner.

FONTI PER APPROFONDIMENTI: 

Qualunque cosa possiate cercare su Wikipedia, più i seguenti link

http://www.nachtkabarett.com/EatMeDrinkMe/Heart
http://
www.nachtkabarett.com/EatMeDrinkMe/Lolita/it
http://www.mansonwiki.com/wiki/Main_Page
http://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/intervista-a-marilyn-manson/2015-04-05/