Fede, coraggio e cambiamento in “La Fine delle mie Paure”, l’esordio discografico di Sharon Tabone

Più che un disco un vero concept album, così come si faceva negli anni 70, perché “La Fine delle mie Paure”, il primo lavoro discografico di Sharon Tabone, è proprio questo: un racconto di un percorso di Fede, di un cambiamento che si sviluppa canzone dopo canzone nei sette brani contenuti all’interno dell’album prodotto dalla Am Production di Angelo Maugeri e da ieri in distribuzione su tutti i digital store.

Un prodotto musicale che, sebbene incastonato nei canoni della musica “cristiana”, rappresenta un’opera prima di altissima qualità a trecentosessanta gradi che esalta, e non poco, le grandi qualità vocali dell’interprete gelese.

Groove deciso, linea musicale aggressiva e carica di ritmo, sonorità che richiamano a volte le atmosfere del R&B moderno, “La Fine delle mie Paure” è prima di ogni cosa un disco credibile.

Suoni a parte, quello che rende ancor più credibile l’intera operazione è proprio la voce di Sharon che si prende la scena brano dopo brano senza mai banalizzare o indebolire il forte messaggio di Fede contenuto in tutti i testi dei brani dell’album.

Merito anche del gran lavoro che la cantante gelese ha fatto con lo stesso Angelo Maugeri e con Marco Canigiula, gli autori dei testi e delle musiche dell’album. Sharon li ha incontrati, si è confrontata con loro e ha incastrato le canzoni come fossero i pezzi di un puzzle.

Un puzzle che si completa in un momento particolare della vita di Sharon, come un’urgenza, come un’esplosione, per una ragazza che ha grinta e umiltà da vendere. Un lavoro che tratteggia durante l’ascolto chi è oggi Sharon, una ragazza che ha trovato la sua dimensione nella fede e nella musica e un’artista che è diventata più matura, decisa e consapevole.

Ma veniamo alla musica, l’album si apre con “So chi sono”, il singolo che ha preceduto l’uscita del disco e che ha incuriosito anche i non addetti ai lavori per le sonorità moderne ed un ritornello che entra in testa con una facilità estrema.

So chi sono” segna di fatto la svolta nella musica di Sharon, la consapevolezza di poter essere finalmente sé stessa senza più maschere o scudi protettivi.

Subito dopo arriva “La fine delle mie paure”, il brano che da il titolo all’album, un pezzo pop – rock e ritmato e, a livello di produzione, una congiunzione riuscita tra elettronico e canzone d’autore italiana.

Terza traccia del disco “Dicono che”, una canzone dalle atmosfere più sbarazzine e spensierate che dà spazio al lato più giocoso di Sharon.

Non voglio di più”, il duetto in coppia con Angelo Maugeri, ha la vibrazione della migliori ballad del pop internazionale, nel quale la cantante gelese recupera le sue radici, le contaminazioni col Soul e il cantautorato del nostro Paese.

Ma la misura del cambiamento radicale nel sound di Sharon è però racchiusa in “Non mi abbandonerai”, uno dei due brani scritti da lei e che ha conquistato pubblico e critica dell’ultima edizione di J Factor. Un brano dal suono caldo, curato, un pezzo intimista non solo nel testo ma anche nell’arrangiamento ricco di aperture melodiche.

Un disco che è principalmente un omaggio alla Vita, ancor prima che a Dio, fortemente presente in ogni testo del disco. Ed è proprio questo che conferisce credibilità a pezzi come “Fedele”, seconda prova cantautorale di Sharon, o la conclusiva vocal version di  “Non voglio di più”, che mette la parola fine a un disco che ha, prima di ogni cosa, il grande pregio di non essere mai banale. Un esordio da artista che fa ben sperare per il prosieguo di una carriera che si preannuncia lunga e prolifica.